venerdì 30 luglio 2010

La birra agricola e i sapori del territorio

La stranezza dell'Italia (o una delle sue stranezze) è che la birra agricola anche volendo non si può fare. O almeno questa è stata la risposta che per ora ho ricevuto dalle organizzazioni di categoria.

Sembra che pur avendo la qualifica di imprenditore agricolo e pur avendo i terreni su cui coltivare le materie prime necessarie... il prodotto risultante sia per legge artigianale e non agricolo.

Va beh....

Tralasciando le questioni burocratiche, rimane il bello di vivere in territori di grande tradizione agricola.

Così, se stai tirando su un birrificio da queste parti e se magari sei tu stesso un agricoltore, diventa spontaneo che si creino collaborazioni con gli altri contadini delle valli qui accanto. Sono amici che condividono la passione per le cose buone, tradizionali e genuine. E che spesso sanno osare quel tanto che basta per creare qualcosa di nuovo.

Sicuramente nei prossimi mesi ci sarà parecchio da lavorare, ma l'obiettivo riempie di entusiasmo: creare una linea di birre che attinga dai prodotti tipici di questo territorio quegli aromi, quei gusti, quei profumi che possano rendere indimenticabili ogni bottiglia.

Miele, erbe aromatiche, frutta... ne vedremo (e ne assaggeremo) delle belle.

1 commenti:

  1. Come ti capisco...

    Anche io sono agricoltore è da due anni sto combattendo per far passara la birra prodotta con luppolo e orzo coltivati in azienda come prodotto agricolo, ma con la burocrazia purtroppo non si ragiona!

    Quello che so da indiscrezioni è che nell'iminente aggiornamento della tabella dei prodotti agricoli è stata inserita la birra, ma finchè non esce siamo bloccati.

    Teniamo duro e continuamo a produrre a km 0 prodotti sani e di qualità.

    Ciao a tutti

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