ALL NIGHT LONG

Un proverbio africano recita: “Il passato rivive ogni giorno perché non è mai passato”. Un pensiero profondo assai, che sperando di non fare torto a nessuno ci piace far nostro dal giorno in cui abbiamo scoperto che in questi spazi parliamo spesso di cosa sarà, ma poco di cosa è stato. Vogliamo rimediare, iniziando da qui un piccolo viaggio attraverso le nostre birre, quelle che produciamo da tempo e che, tutte insieme, ci hanno permesso di arrivare fino a qui, e pensare al futuro. Nulla di tecnico, più un’immersione morbida e vellutata, in cui ci piace l’idea di approfondire un legame su cui abbiamo puntato fin dall’inizio della nostra storia: le immagini delle etichette e la musica che ci piace immaginare come soundatrck.

Birrificio della Granda, storie di granda 19

Vedetela come una playlist ideale, per amplificare le sensazioni che abbiamo tentato di racchiudere all’interno di ogni nuova birra. Per cominciare abbiamo scelto l’EssenziAle, che sul nostro sito abbiniamo ad un brano molto suggestivo: The Highwayman, una cover magistralmente interpretata dagli Arbouretum (https://youtu.be/4dD0OQ7jVwU).

Si tratta di un gruppo statunitense, nato a Baltimora nel 2002 per volontà del frontman, il chitarrista Dave Heumann: il loro stile, da qualcuno definito “doom folk”, mescola influenze rock, folk e blues, ma senza tralasciare venature psichedeliche. C’è un po’ di Neil Young, qualcosa dei Grateful Dead, una spruzzata di Hendrix e certi sound tipici della Bay Area californiana.

Il brano, come accennato, è in realtà la cover di una canzone scritta parecchi anni fa da un artista di nome Jimmy Webb. Si ispira ad una sorta di sogno-incubo che Jimmy ebbe a seguito di una sbronza (di birra craft, ci piace pensare) e per un sacco di tempo è rimasta chiusa in un cassetto. Divenne celebre (relativamente) quando a proporla furono gli “Highwayman”, quartetto che faceva capo a Johnny Cash, ma la versione che ci ha colpito di più è proprio quella degli “Arbouretum”.

Non è un brano che al primo ascolto si possa legare così facilmente all’idea festosa e scanzonata di una birra tra amici, ma coglie in pieno un altro aspetto del ritrovarsi con gente di cui ci si fida. Perché crea l’atmosfera perfetta di una serata in cui la birra, con il suo profumo e il suo gusto, diventa la complice perfetta per lasciarsi andare a confidenze e riflessioni personali.

Birrificio della Granda, storie di granda 19

La canzone racconta di un ipotetico pistolero inseguito, condannato e ucciso già alla fine della prima strofa, ma che ritorna prima come marinaio, quindi come costruttore e infine come pilota di un’astronave. Ognuno è libero di trovarci quel che crede – la forza della musica è proprio questa – ma il filo conduttore del brano lega comunque esperienze fatte di coraggio, consapevolezza e verità. Esattamente lo stato d’animo che ci attraversava la mente pensando alla prima birra che sarebbe dovuta uscire entro poche settimane dal birrificio, ormai quasi terminato di costruire: l’EssenziAle. Un’american Pale Ale che in cambio non chiede nulla, di quelle compagne disposte ad aspettare l’alba, e vedere cosa ha preparato il destino per l’indomani.Salva

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