BIRRE DI OLTRE 40 GRADI?!? WTF?

Eisbock e Ice Beer

Come nascono certe birre? Spesso in modo assolutamente casuale o almeno così ci racconta la leggenda: le birre Eisbock nascono da una svista di un garzone, in un birrificio a Kulmbach, circa cento chilometri a nord/est di Norimberga, lo sbadato garzone dimenticò i barili, contenenti appunto birra Bock, esposti al freddo delle rigide notti del XIX secolo nel cortile del birrificio nella quale svolgeva il suo apprendistato.
Il mattino seguente le doghe delle botti erano rotte, il liquido per effetto delle rigide temperature si era solidificato. Il birraio, prima irritato dal danno causato e dal lotto di birra rovinato, notò che all’interno del blocco di ghiaccio che si era formato c’era una parte più scura che era sopravvissuta al congelamento. La parte liquida rimasta, separata da quella solida (acqua ghiacciata), si presentò di un colore più scuro e con la sola essenza maltata della Bock esasperata nell’alcolicità, dall’elevata concentrazione zuccherina, dai marcati sentori fruttati e dalle sfumature caramellate.
Nacque così un nuovo stile denominato “distillazione a freddo”… EisBock!

Ancora oggi la tradizione viene tenuta in vita da alcuni birrifici intorno a Kulmbach. Quindi, se vi aggirerete nei periodi invernali in quelle zone, non sarà affatto anomalo trovare barili di Bock o Dopplebock lasciati esposti al freddo in un cortile di un birrificio! Anche se ormai, grazie all’aiuto della tecnologia, questo stile per beer lovers viene prodotto durante tutto l’anno.
Agli inizi degli anni 90 In Canada, basandosi sullo stesso principio delle EisBock, viene prodotto e coniato lo stile denominato “Ice Beer”.
Le Ice Beer, a differenza delle muse tedesche, vengono prodotte partendo da una birra Lager molto leggera, risultando meno complesse ed intense.

Ma si sa…il mondo brassicolo odierno è sempre più affamato di ricerca e novità. Recentemente alcuni birrifici americani hanno sperimentato, sulla base dello stesso principio di “congelamento” delle EisBock, con altri differenti stili birrai (Barley Wine, Belgian Strong Ale, Imperial Stout…), ottenendo delle birre decisamente strong che sfiorano i trenta gradi alcolici!!!
Una sfida “non scritta” intercorre tra alcuni birrifici del vecchio continente per aggiudicarsi il titolo, in continuo aggiornamento, della “birra più alcolica del mondo”.
A contendersi il primato sono principalmente il tedesco Schorschbräu, e gli scozzesi BrewDog e Brewmeister. Quest’ultimo attualmente detiene il record con la “Snake Venom” (67,5% vol)!!!
Un dettaglio non poco trascurabile, che rende difficilmente reperibili queste birre, sono i costi proibitivi che spesso sfiorano le centinaia di euro per formati tra ii 25/33 cl!!!
Strategie di marketing o bisogno di conferme di virilità maschile?!?!? Bah…forse i puristi storceranno il naso, nonostante le EisBock derivino da una tradizione antica, ma a noi incuriosiscono molto le cose non convenzionali e nulla esclude che presto, in un inverno rigido, potrete avvistare un barile di birra nel cortile del nostro birrificio!!!

Cheers!