Lattina vs Vetro: evoluzione del consumo

29 Luglio 2020

I cultori della birra artigianale, fino a circa dieci anni fa in Italia storcevano il naso al solo pensiero che gli fosse presentata una birra in lattina.
Sulla scia della tradizione americana infatti il prodotto in lattina era sinonimo di scarsa qualità e basso costo. 
La lattina non era ritenuta idonea, più per dicerie che per effettivi motivi tecnici, nell’esaltare le qualità del prodotto: le birre artigianali, erano rare rispetto ad oggi e venivano unicamente confezionate in vetro.
Da qualche anno il desiderio di innovazione ma soprattutto la diffusione della cultura brassicola ci hanno permesso di approcciare un nuovo tipo di consumo di cui la lattina è diventato il simbolo: la possibilità impagabile di assaporare una birra di alta qualità ovunque. 

Ecco quindi che anche in Italia, cavalcando l’onda dell’exploit dei birrifici artigianali, fa capolino la lattina come contenitore alternativo di birre di alta qualità. 

All’inizio lo scetticismo era molto ed era dovuto principalmente al fatto che l’alluminio, avesse fino ad allora rappresentato le bevande zuccherate analcoliche e le birre da discount.
I beerlover più conservatori asserivano inoltre che l’alluminio conferisse alla birra uno spiacevole aroma metallico; ad ogni problema c’è però una soluzione ed ecco che l’interno delle lattine si ricopre di un film protettivo che non fa mai entrare in contatto la bevanda con il metallo!

Noi di Granda abbiamo abbiamo voluto unirci ai brewer che hanno scelto le lattine per diffondere non solo il prodotto ma anche la cultura che lo accompagna. 
Nella lattina abbiamo scoperto la praticità, ma soprattutto abbiamo trovato un’alleata per la giusta conservazione della birra.

La lattina ha risolto infatti i due problemi che neanche la più scura ed ermetica delle bottiglie in vetro aveva risolto: l’alterazione del liquido per colpa dei raggi solari e l’ossidazione della birra per via del fatto che la guarnizione del tappo corona non è in grado di impedire la perfetta impermeabilità a questo gas.

Sapevi infatti che la lattina permette di avere maggiore controllo sull’integrità della bevanda?
Una birra colpita dalla luce assume un tipico difetto del profumo e una birra ossidata è una birra che avrà perso gli aromi che la contraddistinguono: con la lattina non corriamo questo rischio!

La lattina non è solo pratica ma anche facile da trasportare in quanto più leggera.
L’alluminio è molto sottile e quindi protegge poco la lattina dalle alte temperature: vero, ma è vero anche il contrario! 
La birra in lattina oltre ad una maggiore compattezza per lo stoccaggio è anche molto più semplice da raffreddare grazie alla sottigliezza dell’alluminio e alla sua forte reattività alle temperature; la birra in lattina prevede inoltre un ciclo produttivo più rapido e anche grazie al minor ingombro e al dimezzamento del peso è più facile a rapida da distribuire scongiurando quindi il rischio che lo stoccaggio a temperature elevate durante la consegna alteri il prodotto!

Tirando le fila del dibattito decennale tra vetro e lattina, i vantaggi che quest’ultima ha apportato a livello pratico di consumo e alla qualità del prodotto sono notevoli rispetto agli svantaggi che il suo utilizzo comporta! 
Protezione impeccabile dall’ossigeno, praticità di trasporto e consumo, facilità di raffreddamento e stoccaggio, protezione dall’alterazione del liquido dovuta ai raggi solari: sono sufficienti come motivazioni a favore dell’innovazione e per convertirti al consumo in lattina? 

Con il nostro nuovo manifesto Not Another Beer in The Dust e con il lancio delle due linee in lattina H4TG e The Girls non abbiamo fatto altro che ribadire il concetto che già l’avvento della lattina aveva anticipato: rendere comprensibile, immediata e semplice la degustazione della birra artigianale è il primo passo per una diffusione della cultura che la accompagna!

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